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Elettrico

Colonnine ricarica auto elettrica in Italia: dove sono, come si usano e costi

Continua a salire il numero di colonnine ricarica auto elettrica in Italia, grazie alla domanda crescente di auto elettriche da parte degli automobilisti italiani. Anche nel Belpaese, infatti, il processo di elettrificazione delle quattro ruote sta finalmente prendendo piede, grazie a una maggiore consapevolezza della questione ambientale e gli ecoincentivi predisposti dal governo per l’acquisto di veicoli elettrici (inclusi monopattini e biciclette). A seguire una breve guida sulle colonnine di ricarica per le auto elettriche, con le risposte alle domande più frequenti: dove si trovano, come si usano e i costi legati alla ricarica della batteria.

Dove sono le colonnine ricarica auto elettrica in Italia

In Italia ci sono più di 8 mila colonnine di ricarica per auto elettrica. Un numero destinato a crescere nei prossimi anni, considerato l’impegno da parte di Enel X di realizzare fino a 28 mila nuove colonnine di ricarica su tutto il territorio. Per trovarle è sufficiente collegarsi al sito di ciascun operatore (conosciuti con il nome di Mobility Service Providers), dove è presente una mappa recante i punti esatti dove sono posizionate le colonnine. Esistono poi siti esterni che offrono anche una comoda app grazie a cui consultare la posizione dei punti di ricarica per le auto elettriche. Tra i portali più famosi relativi al territorio italiano è possibile citare il sito colonnineelettriche.it, mentre se si viaggia in Europa il portale di riferimento è openchargemap.it.

Come usare le colonnine di ricarica

Le colonnine di ricarica possono essere installate anche nel proprio garage privato, assicurandosi lo stesso funzionamento rispetto alle comuni stazioni di ricarica presenti lungo la rete stradale italiana. Grazie alla colonnina di ricarica è possibile non solo tracciare i consumi ma anche regolare la potenza della carica stessa e ottenere una gestione da remoto. I tempi di ricarica variano in base alla potenza generata dalla colonnina. Se si prende come punto di riferimento la Nissan Leaf, uno dei modelli più venduti in Italia, la ricarica avviene tra i 60 e 120 minuti (i tempi sono riferiti all’utilizzo di una stazione di ricarica per auto elettriche di Enel X, che garantisce una potenza di 11 o 21 kW).

Costi della carica di un’auto elettrica

In relazione ai costi della ricarica della batteria di un’auto elettrica, sarebbe meglio parlare degli abbonamenti previsti dai diversi produttori che montano le colonnine nel territorio italiano. In genere un abbonamento mensile costa 25 euro e consente di eseguire quante ricariche si desiderano. Se si decide invece di installare una colonnina di ricarica nel proprio garage, 5 euro di elettricità garantiscono all’incirca un’autonomia compresa tra i 100 e 150 km. Se poi si opta per una colonnina pubblica senza la sottoscrizione di un abbonamento, si devono fare i conti con diverse tipologie di tariffa: si va da quella a consumo (kWh) a quella a tempo (minuto).

Autonomia di un’auto elettrica

Se si prendono in esame i vari modelli di auto elettriche in commercio attualmente, la media dell’autonomia di una batteria si attesta intorno ai 170-200 km. Esistono però modelli più performanti, come ad esempio la Tesla, che arrivano a sfiorare persino i 500 km di autonomia con una sola carica.

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Motori

Pinze freni: cosa sono e a cosa servono

Le pinze dei freni sono uno degli strumenti fondamentali di un auto e anche i più delicati. Ci stiamo riferendo all’impianto frenante che deve essere sempre in perfetta funzione ovviamente, in quanto si rischia di avere gravi problemi di sicurezza sulla strada mettendo in pericolo la vita di chi guida, dei passeggeri e anche delle persone che si incontrano per strada. È necessario fare una premessa importante, l’impianto frenante dei veicoli, che si tratti di un’auto, di un furgone o di una moto, non è certo una cosa molto semplice nella sua struttura e nel funzionamento.

Questo è composto da diversi elementi tra cui si trovano le pinze dei freni. Vediamo quindi di cosa si tratta esaminandoli con più attenzione. Una domanda che viene spesso posta agli esperti è se le pinze freni devono essere sostituite oppure si deve mantenere sempre le originali. Inoltre ci si chiede se vi sono inconvenienti che possono sopraggiungere nel caso in cui le pinze dei freni non siano a posto come dovrebbero. Cerchiamo di rispondere a tutti questi dubbi e quesiti con chiarezza.

Pinze dei freni: un elemento fondamentale

Si parla spesso delle pastiglie dei freni da sostituire al momento opportuno ma non si sente mai nominare le pinze freni a meno che non si parli con esperti di motori. Questi elementi invece, sono essenziali in quanto sostengono le famose pastiglie. Quindi si può dire che le pinze dei freni sono quegli elementi che sorreggono le pastiglie e tutto ciò che viene coinvolto dal movimento frenante come i cilindretti detti anche pistoncini. Se le pinze freni non funzionano a dovere si potrebbero avere danni molto seri e preoccupanti nel momento in cui si deve frenare il veicolo.

Bisogna prestare molta attenzione in caso si riscontrino alcune anomalie durante la frenata e far controllare immediatamente al meccanico l’impianto frenante. Le pinze del freno possono presentare alcune problematiche causate dal grippaggio dei pistoncini. Questo significa che il pistoncino, eseguendo il suo movimento non riesce a rientrare in modo corretto nella posizione di standby.

Pinze dei freni: anomalie e problematiche

Per poter rilevare tale anomalia di funzionamento bisogna interrogarsi sul tipo di utilizzo del veicolo. Se questo viene usato spesso in ambienti non favorevoli bisogna fare molta attenzione alle pinze dei freni che potrebbero rompersi. Qualsiasi anomalia deve comunque essere verificata in quanto si tratta dell’impianto frenante e non si deve mai rischiare che non funzioni alla perfezione.

Per tale ragione è necessario che ci si rivolga rapidamente al proprio meccanico di fiducia per verificare la funzionalità di tutti gli elementi coinvolti e che le pinze dei freni siano integre, funzionanti e al loro posto di azione pronte ad agire durante la frenata.

Meglio non affidarsi al fai da te in questo caso, a meno che non si sia esperti meccanici, in quanto l’importanza dell’impianto frenante è assoluta e non si può in alcun caso rischiare di sbagliare. Le pinze dei freni vanno regolarmente controllate.

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Auto

Pulizia radiatore: passi preliminari

Il radiatore è un elemento fondamentale per il corretto funzionamento dell’automobile, quindi deve essere sempre mantenuto efficiente nel tempo. Con il passare degli anni infatti, si accumula della “melma” all’interno del circuito del radiatore, rendendo il lavoro del refrigerante meno efficace, ma anche alterando le prestazioni generali della macchina stessa. Al contrario, grazie ad un lavaggio regolare del radiatore, che solitamente avviene tra i due e i cinque anni, è possibile preservare più a lungo l’integrità del veicolo. Vediamo insieme come fare la pulizia radiatore.

In prima battuta, prima di fare la pulizia radiatore, e qualsiasi altro intervento, è opportuno verificare che questo sia completamente freddo. Solitamente sono sufficienti un paio d’ora di inattività del veicolo. Questo passaggio è fondamentale, perché il liquido del radiatore raggiunge chiaramente temperature molto alte, ed eventuali fuoriuscite possono causare ustioni anche importanti. In seconda battuta si dovrà sollevare la parte anteriore della macchina, utilizzando dei martinetti. Non è una procedura obbligatoria, ma permette di lavorare meglio e con più agilità sotto il radiatore, senza dimenticare che elimina anche eventuali bolle d’aria durante il lavaggio dell’impianto refrigerante.

Una volta individuato il radiatore, utilizzando una spazzola con delle setole in nylon, e acqua saponata, si dovranno pulire le alette, ovvero le griglie in metallo poste davanti e dietro al radiatore stesso. Questo permetterà all’aria di passare regolarmente. La spazzola deve essere mossa seguendo la direzione delle alette stesse, e non perpendicolarmente, perché si potrebbero danneggiare.

Pulizia radiatore: verifica delle condizioni e lavaggio

Dopo aver svolto i primi passi preliminari, possiamo passare alla verifica delle condizioni del radiatore. In prima battuta dovremo controllare che questo non presenti macchie di ruggine eccessivamente estese, perdite e elementi corrosi. In secondo luogo, un occhio deve essere dato anche al tappo del radiatore, perché è grazie a questo che la pressione del liquido refrigerante viene preservata. Se si dovessero notare dei segni di usura su questo componente, andrà assolutamente sostituito. Infine dovremo accertarci che i due tubi, quello di entrata del circuito e quello di uscita, siano integri e non schiacciati, perché in questo caso non permetterebbero il passaggio del liquido refrigerante.

A questo punto, dopo aver messo un recipiente vuoto sotto la valvola di drenaggio, si potrà provvedere a far fuoriuscire il liquido. La valvola di solito è collegata in basso ad uno dei serbatoi del radiatore. Solitamente questa è l’unico bullone presente in quelle zone, e molto spesso è ricoperto da un tappo di plastica. Una volta fatto fuoriuscire tutto il liquido, ed averlo portato dal meccanico per il corretto smaltimento, si dovranno eseguire queste operazioni:

• Chiudere la valvola del radiatore.
• Riempire il radiatore con acqua, utilizzando un tubo da giardino.
• Avviare il motore e lasciarlo in moto per una decina di minuti.
• Aspettare nuovamente si sia raffreddato il motore.
• Riaprire la valvola, e raccogliere un’altra volta il contenuto.
• Ripetere questo ciclo due o tre volte.
• Riempire il circuito con liquido antigelo nuovo.

Per quanto concerne la tipologia di liquido refrigerante con cui riempire il radiatore, è sempre opportuno fare riferimento al manuale d’uso dell’automobile.

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Auto

Quando è necessario modificare la centralina dell’auto?

L’automobile è diventata ormai un elemento fondamentale della società. Tutte le famiglie ne hanno almeno una, per potersi muovere liberamente per andare a lavoro o semplicemente per uscire.

Questa vettura è molto complessa dal punto di vista interno, con numerosi componenti elettronici che si intersecano e tra di loro, e pertanto è molto frequente andare incontro a guasti con il lungo utilizzo.

Uno dei problemi più comuni è quello riguardante la centralina, che sarebbe più appropriato chiamare “unità di controllo motore”. Consiste in un piccolo computer che, attraverso una rete di sensori, regola e controlla l’alimentazione, l’accensione e la distribuzione di un veicolo, oltre che per controllare numerosi altri aspetti importanti per il corretto funzionamento del veicolo.

Quando accade un problema che riguarda questo elemento, non è necessario per forza fare una modifica della centralina auto, o addirittura cambiare il pezzo, ma si può semplicemente far fare da un esperto una mappatura della centralina auto, ossia calibrarla in base a nuovi parametri.

Scopriamo qualcosa in più su questa pratica e come si fa.

Cos’è la rimappatura della centralina auto

Come ben sappiamo, l’automobile è un veicolo molto complesso internamente, e la centralina riveste un ruolo chiave nel corretto funzionamento. Con numerose migliaia di km percorsi, si può notare un disequilibrio nei parametri, come la potenza, l’accelerazione, il funzionamento del cambio e dei cilindri ecc. In generale, quindi, si nota un calo delle prestazioni dell’automobile, di solito associato ad un aumentato consumo di benzina o diesel.

Proprio per questo è importante svolgere una rimappatura, che consiste nel lavorare sulla centralina per riequilibrare tutti i parametri e far tornare nuova la propria automobile, con le performance di un tempo. Ci sono ovviamente vantaggi e svantaggi di fare tale procedura.

Tra i vantaggi rientrano ovviamente il ritorno delle prestazioni iniziali, o almeno un avvicinamento ad esse, un calo dei consumi ed una durata di vita dell’automobile maggiore. Tra gli svantaggi principali si mettono in risalto il rischio di perdere la garanzia alla centralina, se di acquisto recente, e quello di poter portare a rischi aumentati di guasti seri se il veicolo è molto vecchio ed usurato.

Bisogna quindi valutare bene la propria situazione prima di scegliere di fare una rimappatura della centralina d’auto.

Come svolgere una rimappatura della centralina

Si tratta di una procedura non affatto facile da svolgere, e che fatta male può portare a problemi anche peggiori del proprio veicolo. Proprio per questo, è consigliato far fare tale procedura in un’officina specializzata e non fai da te.

Il tecnico può scegliere tra due tipologie di interventi principali:

  • fare una rimappatura classica, tradizionale, che consiste in varie modifiche strutturali della centralina per farla funzionare come prima. C’è il rischio appunto di perdere la garanzia, se presente;
  • fare una rimappatura seriale, dove non bisogna fare modifiche che portano alla perdita della garanzia ma soltanto aggiungere degli appositi dati a quelli già presenti. La scelta di questa soluzione dipende anche dal modello di automobile e quindi di centralina installata.
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Auto

Software per la rimappatura della centralina di un’auto: pro e contro

Il software per la rimappatura della centralina di un’auto permette di regolare alcuni parametri fondamentali per il corretto funzionamento del tuo mezzo di trasporto.

In questo articolo, abbiamo scelto di aprire una breve panoramica informativa in merito ai vantaggi concreti che si possono ottenere mediante una riprogrammazione fatta da personale esperto ed abilitato, così da migliorare e implementare sensibilmente le performance della tua vettura (in modo del tutto legale, sia chiaro).

Prima di cominciare, è doveroso fare una premessa: tra i fattori di spicco che vengono regolamentati dalla centralina, non possiamo che citare la potenza, la qualità dell’accellerazione, i rapporti del cambio e la posizione assunta dai cilindri.

Insomma, se da un giorno all’altro ti sembra che la tua automobile tenda a abbassare e minimizzare le sue performance, non devi fare altro che scegliere un’officina di spicco che sappia analizzare e interpretare la situazione della quattro ruote in questione nel migliore dei modi: provare per credere!

Software per la rimappatura centralina auto: cos’è e a cosa serve?

Molti sono i fattori di rischio che incidono negativamente sulla qualità di guida della tua vettura: guasti e usure non curate adeguatamente nel tempo, sono alla base di una scarsa implementazione delle performances su strada. Prima di gettare la spugna, conviene operare una rimappatura che sappia dare nuova linfa vitale al motore ormai inefficiente. Basta davvero poco: scegliere un’officina che sappia portare a termine un simile intervento nel migliore dei modi, sperimentare le possibilità della tua macchina e tornare a sfrecciare su strada, senza paura di restare in panne nel bel mezzo di un viaggio.

Due sono le modalità di potenziamento che possono essere operate:

  • La rimappatura classica: una riprogrammazione tradizionale che ha lo scopo di potenziare i fattori che abbiamo citato nel corso del nostro articolo. L’unica nota dolente? Rischierai di perdere la garanzia iniziale su una centralina ormai alterata. Proprio per questo motivo, la scelta di professionisti competenti è alla base di una soddisfazione dei clienti anche con il passare del tempo;
  • La rimappatura seriale: una riprogrammazione che ha lo scopo di potenziare la centralina mediante l’inserimento di nuovi dati, senza il rischio che essa perda la sa garanzia di fabbrica.

In ogni caso, il nostro consiglio è di valutare con attenzione le regolamentazioni specifiche delle case automobilistiche. Inoltre, chiedere consiglio agli addetti ai lavori permette di ricevere una consulenza personalizzata, in grado di tenere conto delle tue reali necessità.

Software per la rimappatura centralina auto: quali sono i vantaggi?

Siamo giunti al cuore del nostro articolo! Tra i fattori di spicco che potrai ottenere a seguito di una rimappatura della centralina automobilistica, infatti, non possiamo che citare:

  • Prestazioni migliorate;
  • una riduzione dei consumi durante l’utilizzo della tua autovettura;
  • una riprogrammazione di mezzi di trasporto non soltanto canonici, ma anche adoperati per diverse funzioni a lunga percorrenza: basti pensare ai tir e ai camper, che viaggiano su strada per chilometri e chilometri giornalieri. La sicurezza è tutto!

I contro? Li abbiamo raccolti qui sotto:

  • La riprogrammazione potrebbe essere sconsigliata nel caso di motori desueti: valuta con l’officina la possibilità di cambiare il pezzo integralmente!
  • I motori aspirati non giovano di particolari miglioramenti;
  • Attenzione, infine, ai turbodiesel che – essendo molto delicati – rischiano di complessificare una situazione già difficile da gestire.

Il nostro ultimo consiglio è quello di affidarti a un meccatronico esperto, così da richiedere un preventivo in grado di rispondere a tutte le domande più specifiche sulla questione.

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Auto

Come e quando viene effettuata la scodifica della centralina

Le auto di ultima generazione possiedono un apposito apparato centralizzato ad hoc, il quale permette di tenere sotto controllo le diverse funzionalità della vettura: tra queste vi è la decodificazione della centralina.

In certi casi appaiono determinate segnalazioni fallaci durante le quali si accende il led di allarme sebbene in realtà il problema si trovi in un malfunzionamento della centralina che necessità di una mera decodificazione.

La scodifica della centralina è fatta anche nel caso in cui si verifichi un guasto dell’immobilizer, ovvero del blocco dell’avviamento del motore che condiziona l’accensione. La rottura dell’immobilzer succede nel caso della rottura della chiave: in questo caso si può entrare nell’auto usando la chiava ma se il transponder non comunica con la centralina, si rischia il blocco del motore.

Di solito per risolvere il problema si procede acquistando una nuova chiave transponder, scodificando la centralina per poi codificarla da capo: in tal caso si eviterà l’acquisto do una ulteriore chiave transponder.

La decodificazione non è un’operazione complessa; è necessario avere del tempo da dedicare all’operazione ed essere leggermente pratici del settore, come nel caso in ci si voglia affidare a un meccanico professionista, alternativamente può farlo anche una persona privata a casa sua, seguendo alla lettera i passaggi sottostanti. Sarà sufficiente avere a disposizione un software, la centralina e il cavo connettore.

Il primo passo sarà quello di scaricate il software adatto per decodificare una centralina auto. Scaricare un software adatto che sia capace di leggere una memoria EPROM è indispensabile per visionare la mappatura per decodificare la centralina; dopo aver scelto quello più adatto a noi, occorrerà installarlo sul pc e connetterlo tramite il cavo alla centralina dell’auto.

Come riprogrammare la centralina dell’auto

Terminata l’installazione del software si potrà visualizzare la centralina e interagire con essa; è in questo momento che si è sicuri di essere connessi con una memoria di lettura programmabile diverse volte; questo dipenderà dalle dimensioni e dai dati che la memoria stessa sarà capace di memorizzare.

Considerando che la memoria può essere cancellabile, occorrerà leggerla, analizzarne le curve peculiari e riprogrammarla, concludendo l’operazione facendo un giro di prova con la vettura.

Per procedere con questo tipo di operazioni occorre mettersi o nelle mani di tutorial che siano scaricabili e collegati con i software online oppure in quelle di meccanici specializzati e autorizzati a fare questo tipo di lavori.

Questa decodifica è valida per vari parametri e procedere con questo tipo di operazione vuol dire: risparmiare sul carburante, aumentare il livello delle accelerazioni nonché la potenza dell’auto, migliorare l’avviamento a freddo del motore, produrre meno scarichi inquinanti e mantenere livelli bassi costanti di tutte le situazioni.

a centralina si trova o sotto il tappetino dal lato del passeggero, o nel montante sotto il cruscotto oppure sotto al vano portaoggetti. La riprogrammazione comporta tutta una serie di migliorie nei consumi, produce un’accelerazione ottimizzata, l’aumento della potenza e della coppia, l’eliminazione di potenziali vuoti durante la ripresa e infine, soprattutto si ha la comodità di non avere più a che fare con delle luci che si accendono per segnalare problemi spesso inesistenti.

Conclusioni sui vantaggi dello scodificare la centralina auto

La scodifica della centralina dell’auto, come abbiamo visto, comporta tutta una serie di migliorie delle prestazioni della vettura stessa, può essere fatta sia in officina che a casa, semplicemente seguendo i tutorial più completi e affidabili, avendo un pò di pazienza e cogliendo l’occasione per risparmiare anche in termini economici.

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Come pulire il corpo farfallato sporco senza smontarlo

La pulizia del corpo farfallato dell’auto aiuta a risolvere diverse anomalie che si possono verificare durante il regolare utilizzo del veicolo. Esso non è altro che un dispositivo meccanico situato tra il collettore di aspirazione e il filtro dell’aria e ha il compito di regolare il flusso di quest’ultima da immettere all’interno della camera di combustione.

Maggiore è l’apertura della farfalla, maggiore è la quantità di carburante iniettato per innalzare la potenza del propulsore. Per quanto riguarda la struttura del corpo farfallato, essa è appunto a forma di farfalla ed è dunque composta da un condotto cilindrico con una valvola alata capace di regolare il flusso dell’aria da mandare nel condotto di aspirazione.

Corpo farfallato sporco: sintomi

In corpo farfallato dell’auto tende a sporcarsi con i vapori dell’olio rimessi all’interno del circuito di alimentazione per essere bruciati, dando così inizio alla formazione della cosiddetta morchia.

Quest’ultima è in grado di alterare il corretto funzionamento del flusso d’aria, in quanto fa lavorare la farfalla in posizione semi chiusa, che a sua volta rende il motore poco stabile e poco fluido. Per questo motivo è necessario provvedere alla pulizia regolare di questo componente della vettura.

Come pulire il corpo farfallato sporco

Prima di procedere con la pulizia del corpo farfallato, è bene saperlo individuare e smontare correttamente dalla sua sede. Solitamente è fissato mediante torx o bulloni, i quali devono essere allentati e rimossi con delicatezza.

A questo punto occorre scollegare tutte le componenti elettriche e prendere il mano il dispositivo. Si consiglia di indossare dei guanti e di pulirlo con un pennellino imbevuto con poca benzina o gasolio, i quali sgrasseranno egregiamente la farfalla e il condotto.

Per lo sporco più ostinato, si rivela inoltre particolarmente utile la carta vetrata dalla grana molto fine, in quanto asporterà le macchie più persistenti. Ripetere l’operazione e tamponare con della carta da cucina.
Per asciugare il corpo farfallato è infine possibile utilizzare dell’aria compressa.

È possibile effettuare la pulizia del corpo farfallato sporco senza rimuoverlo dalla sede, magari quando si tratta di un’operazione di routine e si desidera velocizzare i tempi.

A tal proposito in commercio si trovano degli appositi prodotti detergenti, i quali sono solitamente dotati di beccuccio sottile da puntare direttamente sulle macchie da rimuovere. Essi possono essere utilizzati anche a motore acceso, a patto che si possa contare sull’aiuto di un’altra persona che tiene l’auto leggermente accelerata.

Durante questa fase occorre dunque spruzzare una piccola quantità prodotto all’interno del condotto, avendo cura di ricoprire l’intera superficie. Bisogna però tenere a mente che questo metodo è utile solo per rimuovere lo sporco più superficiale.

Se non si ha la capacità, il tempo o la voglia di provvedere alla pulizia in maniera autonoma, si consiglia di rivolgersi al proprio meccanico di fiducia, il quale compirà l’operazione nell’arco di pochi minuti.

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Funzionamento termostato auto: cosa fare in caso di termostato auto rotto?

La valvola termostatica di un’autovettura è fondamentale per il mantenimento di una temperatura dell’acqua bilanciata ed equilibrata, così da raffreddare il motore nel corso del suo funzionamento. La regolazione del flusso del circuito, infatti, è garantita dall’apertura (e dalla chiusura) della valvola in questione.

Quest’ultima, dopo che la temperatura avrà raggiunto circa gli 80-85 gradi centigradi, modulerà il flusso necessario al corretto procedere del veicolo, senza sovraccaricarlo. Ma cosa fare in caso di termostato auto rotto? Nell’articolo in in oggetto, abbiamo scelto di rispondere a questa domanda analizzando i sintomi più comuni di un termostato difettoso: ecco cosa sapere!

Funzionamento termostato auto: quali sono gli indici di un termostato auto rotto?

Tra gli elementi che devi tenere in considerazione, ce ne sono due che permettono di portare a termine un’auto-analisi della situazione:

  • Il motore raggiunge la temperatura di accensione troppo velocemente: il rischio che si corre è il danneggiamento della guarnizione della testata. Tieni sotto controllo l’indicatore di temperatura, collocato sul cruscotto, per essere certo dell’insorgere del problema.
  • Il motore non raggiunge la fase di accensione (oppure lo fa molto lentamente).

In questa situazione, potrai presumere che la valvola sia bloccata: nel primo caso, infatti, essa è totalmente chiusa, nel secondo sempre aperta. Attenzione: è importante intervenire prontamente per evitare un eccessivo consumo di carburante, derivante proprio dal malfunzionamento del sistema di riscaldamento/raffreddamento.

Il nostro consiglio è quello di rivolgerti il prima possibile a un meccanico competente denunciando la rottura del termostato auto, così da ripristinare il suo corretto funzionamento con una semplice (ed economica) manutenzione! Non correre mai il rischio di creare danni interni molto più complessi da gestire: agisci subito!

Cosa fare in caso di termostato auto difettoso? Tutti i suggerimenti

Nel momento in cui ti rendi conto che la temperatura dell’acqua tende a salire costantemente, non devi fare altro che guidare fino al meccanico più vicino, tenendo sempre sotto controllo l’indicatore riportato sul cruscotto per evitare che l’acqua tenda a superare il limite massimo consentito (100 gradi centigradi circa). Abbiamo scelto alcuni consigli che potranno migliorare l’attuazione della procedura:

  • Lascia raffreddare il motore, parcheggiando la tua automobile in un posto aperto (magari sollevando anche il cofano per agevolare il processo);
  • Setta la ventola interna sulla modalità ECO, spegni l’aria condizionata e imposta la temperatura dell’abitacolo al massimo;
  • Cerca di guidare in un momento della giornata in cui la temperatura esterna tende ad abbassarsi (di notte, sarebbe l’ideale).

Quali sono i due modelli di termostato auto?

Se non lo sapessi, in commercio sono attualmente montati due modelli differenti di termostato auto: il primo è quello classico, il secondo è controllato da una mappa, la quale si serve di un attuatore elettrico. Ciò che entrambi i prodotti hanno in comune è l’impiego di una piastra a molla: quest’ultima apre e chiude il circuito di raffreddamento per regolare il procedere del motore nel corso del suo funzionamento.

Qualora dovessi percepire un difetto inerente al sistema della valvola in oggetto, di conseguenza, potrai riconoscere il problema dal rumore prodotto dalla ventola in funzione, la quale non si spegne mai. Ricorda: è raro che la ventola sia in grado di compensare il malfunzionamento di un termostato bloccato; più frequentemente, infatti, essa continua a consumare energia e comporta l’accensione della spia di controllo sul cruscotto. Rivolgerti a un’officina competente è l’unico modo per risolvere l’annoso problema!